IndraTRAIL

Da parecchi anni ormai percorro l’Appennino Pesarese a piedi e in bicicletta, cercando se possibile sempre nuovi percorsi e collegamenti tra toponimi e luoghi più o meno conosciuti ai più, e da sempre ho l’abitudine di registrare i miei girovagare, un tempo tracciandoli direttamente sulla cartina o disegnandoli su qualche quaderno, ora con strumenti più moderni. In questo modo negli anni posso dire di aver sviluppato un senso quasi di simbiosi col territorio, riuscendo ormai a muovermi con disinvoltura sulla maggior parte dei versanti e degli anfratti delle mie montagne.

Poi alcuni anni fa l’amico di un amico, originario della zona ma che viveva perlopiù all’estero, mi racconta che è appassionato di mountain bike e che vorrebbe fare qualche bel giro “tra i monti”. Mi viene in mente così di mettere assieme diversi percorsi in una specie di circuito, che permettesse di avere una panoramica generale sul territorio per poi eventualmente consentire approfondimenti successivi. Così, dopo un paio di pedalate tranquille in collina per scaldarsi le gambe, ha inizio il “tour dei monti”, partendo da quello a mio parere più facile sia logisticamente che “di gamba”, ma non per questo meno bello: il Monte Paganuccio.

Il giro piace molto e nelle settimane successive di quella Primavera se ne materializzano altri su altre montagne: Pietralata, Nerone, Catria, Tenetra e Acuto. Poi la stagione buona finisce, e causa il troppo caldo sulle nostre montagne troppo basse, il “tour” si conclude ma lascia in me un bello strascico.

Da quella prima volta questo circuito è diventato per me un modo per rimanere a contatto col territorio. E’ una traccia, una checklist, che mi fornisce la cadenza necessaria per mantenere salda la simbiosi, rappresenta almeno il minimo indispensabile quando il tempo non si trova mai.  

Così ormai ogni anno a Primavera mi ritrovo a prendere la bici per ripetere il circuito, modificando e magari aggiungendo ogni volta un pezzetto. E’ un modo che, con il poco tempo a disposizione, mi permette di avere almeno una panoramica sulla situazione. Mi piace vedere come le montagne cambiano di anno in anno, rimanendo però sempre le stesse. Ci si rende conto delle piccole modifiche sui sentieri, degli edifici crollati o ristrutturati, delle rovine causate dalla natura e purtroppo anche dei veri e propri orrori causati dall’uomo.

I percorsi sono tutti facili logisticamente anche se abbastanza duri. C’è molta salita ma non ci sono particolari difficoltà tecniche. Percorrono perlopiù vecchie strade che al tempo della follia costruttrice del dopoguerra furono anche completamente asfaltate, ma dove ormai di asfalto e di automobili se ne vedono davvero pochi. Nello stesso giro ci possono essere chilometri di asfalto e altri a piedi spingendo a mano la bici all’interno di un bosco, discese impegnative e arrivi in vetta, ma il denominatore comune è sempre quello paesaggistico. I percorsi permettono infatti di ammirare e attraversare molte delle parti a mio parere più belle del territorio montano della provincia di Pesaro e Urbino.

Il circuito chiaramente rappresenta solo il mio “punto di vista”, non è certo l’unico e non è certo esaustivo perché sono tante ancora le zone che meriterebbero di farne parte, così come sono tanti i percorsi che esistono per congiungere gli stessi luoghi presenti al suo interno. L’ho chiamato “IndraTRAIL” (il circuito di IndraTREK).

Di certo se chi percorre le sue tappe è un forestiero o non conosce il territorio rimarrà sorpreso dalla varietà e dalla bellezza che offre, ma spero anche che questo insieme di percorsi possa essere apprezzato da chi le nostre montagne le conosce e le frequenta da sempre, anche solo semplicemente per poterle ammirare da un punto di vista diverso dal proprio.

Ottobre 2021

PS: nel disegno la parte dietro alla bici non è una batteria, è il portapacchi!